Voglio sentire la tua pelle sfiorare la mia.
In cucina mentre sei distratta, apparire da dietro, e stringerti forte; tu che non puoi reagire con le mani bagnate, io che non ti lascio più muovere, respiro lentamente e ti bacio il collo. E ridere. E tu che mi schizzi con il sapone. Ed io che dico -E' pronto il caffè-.
Voglio dormire senza svegliarmi.
Abbandonare il telefono nell'altra stanza perchè tanto tu sei qui con me ed il resto chissenefrega. E mi svegli baciandomi le spalle e strusciando le gambe tra le mie gambe. Io mi giro, tu ti giri, affondo la testa dentro il tuo seno e respiro mentre mi stringi forte quasi volessi farmi entrare dentro di te. Occhi chiusi.
Vorrei sentirti parlare per ore.
Farmi raccontare tutto. Ogni tuo segreto e scoprire ogni volta perchè mi piaci. Perchè mi fido di te. Perchè ti lascio guidare il mio motorino di notte in città, che anche se andiamo senza casco, superando le macchine a settanta all'ora: io appoggio la testa sulla tua schiena e penso solo a toccarti la pancia con le mie mani dentro le tasche della tua felpa.
E quando t'incazzi prenderti in giro e farmi rincorrere per tutta la casa. Quando non ci sei, sai comunque che ci sono. Quando le altre ti sorridono io non sono gelosa, so che sei mia. E c'è poco da fare.
Che mi ami, mi odi, mi stimi e non mi invidi mai.
Che mi chiedi cos'è successo oggi mentre leggo il giornale, ma tu già lo sai ed è solo per farmi parlare.
Voglio prendere un pennarello e scriverti su tutta la schiena, dove non puoi leggere. E scriverti quanto ti voglio e quanto sei mia. Disegnarti, tracciare linee infinite, o che finiscono dentro al tuo ombellico da baciare per poi scendere giù e tu che con le dita dentro i miei capelli giochi e mi spingi a tratti sospirando a tratti senza fiato.
Guardami dritto negli occhi senza paura.
Come faccio io. E' come guardarsi allo specchio per pochi secondi. Poi tu torni chi sei ed io torno me stessa. Vieni da me.
Voglio la tua leggerezza.
Fu crocifisso tale peccato, fu sepolto e dimenticato, ma il terzo giorno è resuscitato.
Il lesbicone ha scalato le vette di Facebook ed ora ha più amiche di qualsiasi altra, e di nuovo le sue news verranno a glorificare le giornate delle single e delle amanti ed il suo regno di conquiste non avrà mai fine.
Credo nel Lesbicone che è Onnipotente e dà la "vita", procede da una all'altra e con una e l'altra si vaneggia ed è glorificata. Acclamata ha parlato per mezzo degli status di Fb.
Credo nella sua voglia, una, sacrosanta, tamarra ed inciuciona.
Professo un solo battesimo per il perdono della mia tentazione e aspetto l'insurrezione di tutte le mie ex, sperando nella prossima e nel mondo che verrà.
Amen.
...Ognuna di noi ha un'amica lesbicone, pregate per lei e per le sue amanti. Ora e per sempre. Che Qualcuno ce ne scampi! www.youtube.com/watch
Sesso e lesbiche. Viene fuori una cosa strana.
Non è come fare una torta: che sbatti il bianco (tachicardia da petting iniziale), mescoli il rosso d'uovo (quattro tette) con lo zucchero (mille baci) e la farina (tremolio da carezze), spolveri il lievito (...) e guai aprire il forno durante la cottura (mai perdere il ritmo dio santo!).
No, non è così facile. Quando vado a fare la spesa so cosa compro, lo vedo direttamente, so dimensioni, forme colori: un peperone non diventa una mela in padella, e una patata se la friggo si frigge non si lessa. Ma le donne sono così complesse e complessate, parlano troppo, parlano tanto e poi in cucina non ci sanno fare per niente. Se non esistono più gli uomini di una volta, le donne hanno preso l'influenza A.
Un clichè ricorrente nella sessualità lesbica, un mito da sfatare è quello che riguarda le lesbiche mascoline, le bullette di periferia, le scopatrici folli, le millantatrici di storie sessuali iperboliche, quelle che si permettono di raccontare in pubblico quante mani, quante dita, quante ore, quanto di tutto, come dove e mammamia che terrore scoprire che è tutto fumo e niente arrosto.
Per fare del buon sesso non ci deve essere nessun filtro sociale (questo è giusto, questo è sbagliato), nessuna pratica stabilita, niente di niente, ma solo parecchia voglia di stare insieme, due ore ed un buon divano: e siccome l'uomo è una specie omofila, cosa ci sarà di così difficile?
Difficilissimo, nemmeno l'esame di Diritto Privato è così complicato. Se gli uomini si impanicano per le prestazioni e le dimensioni, le donne non sono da meno. E' triste. Però tutte si preoccupano della maniglietta dell'amore, del fianco largo, della pancetta senza tartarughe o altri rettili, delle tette un po' moscette, del sesso orale e di quello anale, chi solo al buio, chi non si fa proprio toccare, chi solo se innamorata, chi mai spogliata. Chi agitata, chi turbolenta, chi pelosa, chi frettolosa, chi annoiata, chi perversa, chi passivona, chi passerona!
Parole parole parole. Ma lasciarsi andare?
Bhè io il mio consiglio ve lo do, evitate di finire come queste qua!
www.youtube.com/watch
P.S. La scena d'amore/sesso in Viola di Mare è perfetta.
La maggior parte delle lesbiche tra i ventidue ed i ventiquattro anni ha sperimentato un rapporto di coppia di lunga durata. Insomma, si sono sorbite amori e dolori per un tempo che va dai sette/dieci mesi ai tre anni, poi magari si sono lasciate e si ricomincia da capo.
Fidanzarsi significa combinare con pazienza (ed altre doti misteriose) una serie di pezzi di puzzle maledetti, tra cui:
- il quantitativo di "amore" disponibile (eh bhè! districarsi tra lavoro, studio, sport ed altri impegni)
- eliminare con discrezione le ex ed altri inciuci (le coppie aperte sono chimere al vento)
- condividere paure, paranoie, psicosi (sopportarsi durante le mestruazioni è veramente dura!)
- far fronte a qualsiasi difficoltà passeggera (possibili ripensamenti sul proprio essere lesbica ad esempio)
- combattere contro pregiudizi e conoscere tutti i parenti (un letto caldo va trovato quanto prima!)
- non rinchiudersi in un guscio lesbico eliminando le amicizie (gli amici, meglio se anche uomini, sono necessari!)
- in caso di convivenza.. cercare di non strapparsi i capelli per la scelta del colore di un copripiumone (è successo, non ridete)
- etc, etc.. chi più ne ha, più ne metta!
Il fatto è che fidanzarsi la seconda volta, ecco, è un gran casino.
Fidanzarsi seriamente, innamorarsi, crederci, fidarsi (aver fiducia in se stessi), fare progetti,
pensare che magari si ripeteranno di nuovo quelle scene oscene in cui si arriva ad odiarsi perchè
una ha lasciato i piatti sporchi e l'altra vuole andare al cinema invece che farsi le canne sul divano.
Entra in gioco la paura. E non c'è un trucco o una via di fuga, ognuna di noi fa i propri conti e
cerca di capire quale direzione è conveniente, considerando emozioni e sentimenti, prendere.
E comparare la propria ex con la nuova "vittima" non serve, siamo cambiate noi
nel tempo e quello che ci piace, come le nostre necessità sono diverse, distanti.
Quindi che fare? Godersi la solitudine o gli inciuci plurimi, starsene nel proprio angolino
sconfortate dal ghetto lesbico, o buttarsi senza paracadute a cuore aperto verso un'altra relazione?
Bhè, io sono abituata a gestire tutto (anche troppo) e voler dare precocemente un giudizio a quello che succede: nel momento in cui incontro una persona e non so se può andare o no, la metto alla prova.
Una serata, una giornata, un pomeriggio organizzato da lei, in tutto e per tutto, dalla meta, alla scelta del vino, guida lei la macchina, decide lei cosa quando e perchè..
Mi abbandono al mio essere donna e sarà l'istinto femminile a decidere.
Quindi per tutte le indecise...
Spero che qualcuno vi stia organizzando un'interminabile serata a base di vino, sesso ed avventura!
Voglio solo che leggiate questo:
L'Unita, 4 Settembre, pagina 24 e 25.
Cliccate su questo link e sfogliate le pagine del giornale: http://edicola.unita.it/
C'è che siamo donne. Non importa come nè dove. E troppo zitte, troppo a lungo.
Lasciamo passare, facciamo finta di niente troppo spesso pensando -ma sì, domani è un altro giorno..-
Domani è un altro giorno sì, ma se ti guardi allo specchio e non hai cambiato qualcosa, è tutto uguale.
E fuori dalla finestra c'è il nostro mondo, la Nostra Italia. Siamo lesbiche, bisessuali, a noi dovrebbe interessare più che a tutte le altre, visto che sì, inutile negarlo, c'è ancora tanta differenza, se a guardare-giudicare sono gli occhi dell'italiano medio.
Se hai un'amica da caricare al volo in macchina per fuggire verso una qualsiasi direzione mare e non l'hai fatto: fallo, adesso! Invece di leggere queste quattro cazzate, prendi e vai.
E se invece ti sei ritrovata sdraiata, ustionata, impolverata, sfatta ed assonnata sulle coste italiane o europee.. allora puoi convenire con me che quella marea di tette ululanti, oliate e belle abbronzate che galleggiavano nell'acqua.. sì, sono state proprio una bella visione per sollevarsi dai residui alcolici della notte in discoteca.
Purtroppo il mio peggior deficit è quello di non saper imbroccare, attaccare bottone, approcciare una sconosciuta in discoteca, e divento viola con i giochi di sguardi, strusciamenti e affini. Qualcuno mi regali i segreti dell'abbordaggio per Natale. Quindi, nel mentre che mi facevo le mie serate osservando un po' in qua e là, ho seguito "voyeuristicamente" una tra le tante storielle estive..
"C'è lei che ha quei capelli che la fanno impazzire, il sorriso e quella faccia da schiaffi che la eccita (è single e ripete in continuazione che ha voglia di scopare, come si fa a resistere ad una così dopo due vodka alla pesca-martini?!). C'è che l'estate è quell'intermezzo dove tutto dovrebbe succedere, invece per lei funziona al contrario, tutto quello che può capitare capita sempre nei periodi più assurdi dell'anno e mai quando invece di tempo libero ce ne sarebbe eccome.
C'è anche che è una cretina e nel bel mezzo della neonata conoscenza preferisce andarsi a fare una canna con le amiche che stare lì a puntellarla, a fare quel tipo di battute idiote che piacciono tanto alle lesbichette (tipo quelle sull'oroscopo o sulla depilazione o sulle canzoni che ispirano più sesso) e così la perde di vista.
L'altra in quella mezzora trova una con cui scopare, una di quelle silenziose, faccia di culo, di quelle che dove le metti stanno senza trasmettere nulla, con poco da raccontare e zac, i sogni son desideri. E il bollore si trasforma in cubetti di ghiaccio sulla schiena.
La presa per il culo maggiore per una lesbica in vacanza all'imbrocco è diventare l'amicona (cristo che sfiga!). L'amicona sulla spiaggia che mentre sei li a dormicchiare, arriva lei che ti si sdraia addosso in topless e ti racconta di quelle scopate improvvisate in tenda che non sono state niente di chè (e godi malignamente!), però non ha il coraggio di dirle -Bhè cazzo, devi scopare con me, non con le bimbette inesperte!- e tira giù una gozzata di birra sotto il sole delle tre, ed i pensieri maliziosi continuano a frullare in solitaria.
Alla fine della settimana si salutano, ciao ciao, io torno di qua, tu a trecentomila chilomentri e allora dai ci vediamo presto lo stesso. E bla bla bla. Poi le arriva un messaggio. -Magari non avessi avuto paura di te, di come sei ed invece scoprire che sei tutto fuorchè rigida, che mi avresti fatto stare bene, meglio di chiunque altra- (sticazzi!). Cosa risponderle, cosa pensare, se è il caso di rimanere con la voglia di baciarla per sempre, raggiungerla ovunque sia oppure mandarla direttamente a fanculo."
Datele voi un consiglio a questa sciagurata!
Una storiella come tante, amori estivi, cocktail, scopate furiose, scenate isteriche delle ex, reggiseni slacciati e fughe in pineta, baci sotto la luna, canne a non finire, e lesbiche lesbiche lesbiche ovunque. Ferragosto di fuoco. Risate e prese per il culo. Le lesbiche rasate con la faccia cattiva, i bears pelosi che si spalmano la nivea, quarantenni che si sentono giovani e snelle, le gelosie, cuori affranti, vecchie conoscenze rinnovate, dj che mettono musica di merda, le stelle, le stelle e ancora le stelle.
E quindi questa è l'estate, chi ha troppo, chi ha nulla, chi sogna e chi si lascia, l'afa che surriscalda gli ormoni già impazziti e settembre che fa paura. Pieni di benzina bruciati per rincorrere amori in fuga, costumi stesi al filo, tradimenti, notti insonni e così sia.
Dateci dentro finchè dura il bel tempo.. poi mi raccontate eh!?